Italian Chamber of Commerce in Canada West | Learn to Speak Italian at The Italian Chamber of Commerce
Our mission is to promote the Italian language. ICCC, Italian Cultural Institute and Dante Alighieri Language Society are offering Italian Courses in Vancouver.
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Why Study Italian at ICCC?

Students choose our school because:

  • Classes are held in our downtown premises (W Pender and Hornby St.) and are kept small (up to 12 students)
  • Our teachers are native Italian speakers with specific qualifications and experience to teach Italian as a Second Language
  • Students taking our courses practice all the fundamental functions of the language (listening, speaking, reading and writing), with particular attention given to conversation – from the very beginning of the course, learners are immersed in the Italian language and culture, exposed to multimedia resources and encouraged to actively use what they learn.

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PART 1 (BEGINNERS)


1)
Signora Rossi, come sta?

2) Ciao, sono Giulio. Tu come ti

3) Anna è
, di Vancouver.

4) I genitori di Marco abitano
Genova.

5)
amici italiani?

6) Roma è una città molto

7) Nella mia borsa
due libri.

8) (lavorare - essere - uscire - andare - vivere - ascoltare - leggere - studiare)
Maria
brasiliana, di San Paolo. Da due anni
a Roma con la sua amica Stella. La mattina
all'università e il pomeriggio
in un bar del centro. Nel tempo libero Maria
,
la musica,
a teatro o
con gli amici.

9)
un biglietto per Venezia.

10) Mi dispiace, non
venire al cinema mercoledì.

11) (fumare - gli asciugamani - non funziona - l'acqua calda - una bottiglia di acqua minerale? - ha solo canali italiani)
Posso avere
Qui è vietato
Nel bagno non c'è
La televisione
Non ci sono
L'aria condizionata

12)

Caro Eugenio,

ho una splendida notizia da darti: ho finalmente trovato un lavoro! Faccio la commessa in un negozio di libri usati. Il negozio non è vicino a casa mia; ogni giorno prendo l'autobus per il centro e generalmente mi ci vuole un'ora per arrivarci. Tu sai bene come è il traffico a Roma! Lavoro dalle 10.00 alle 19.00 dal martedì al sabato; il lunedì mattina e la domenica la libreria è chiusa. Nella mia pausa pranzo di solito esco: vado a mangiare qualcosa al bar oppure, se il tempo è bello, passeggio un po'. Sono molto contenta del mio lavoro: la libreria è piccola ma ha una buona clientela. Quando non ci sono clienti da servire posso leggere o navigare su Internet. L'unica cosa che non mi piace è che non ho colleghi con cui chiacchierare... ma non importa, quando mi sento troppo sola faccio qualche telefonata agli amici! E tu come stai? Ti trovi bene a Milano? Come vanno gli studi? Quando vieni a trovarmi?

Baci e abbracci, Lisa

a) Lisa ha un nuovo lavoro.
VeroFalso
b) Lisa abita in centro
VeroFalso
c) Lisa va al lavoro in macchina
VeroFalso
d) Lisa il lunedì non lavora
VeroFalso
e) Lisa preferirebbe avere colleghi
VeroFalso
f) A Lisa piace il suo lavoro
VeroFalso
g) Eugenio vive a Roma
VeroFalso
h) Eugenio lavora in una ditta di telefoni
VeroFalso

13) Il museo chiude

14)
molto la cucina giapponese.

15)
le canzoni italiane?

16) (articoli)
a) Ho letto
libro molto interessante.
b)
libri che sono sul tavolo sono miei.
c) I nostri amici hanno
bella casa al mare.
d) Vorrei avere
isola tutta mia!
e) Dove hai messo
zucchero?
f) Non ricordo
parole della canzone.

17) Ieri i nostri amici
a Venezia in treno.

18) Due mesi fa noi
la Cappella Sistina.


PART 2 (INTERMEDIATE)


19) (Preposizioni)
a) Lo zio
Gianni ha studiato all'università
Bologna.
b) La farmacia apre
9.30 e chiude
18.30.
c) Ho lavorato
Sonia
dieci anni!
d)
tua lettera ci devono essere tutti i tuoi dati personali.
e) Non vedo l'ora di partire
Padova.
f) Non potremo mangiare tutti i giorni
ristorante!
g) Il nostro treno parte
20 minuti
binario 12.

20) Passato prossimo e imperfetto ( svegliarsi - essere - dovere - finire - arrivare - guardare - venire)
a) La scorsa settimana Ada
a Napoli con sua sorella Lisa.
b) L'inverno scorso Anna
molto malata.
c)
di fare i compiti?
d) Quando
piccola mi piaceva ballare, ora non più.
e) Daniele
mentre i ragazzi
la TV.
f) Ieri
molto presto perche
accompagnare mia madre dal medico.

21) Che cosa si dice...
Il tuo amico parte per la montagna.
A tavola
Siamo vicini al primo gennaio
Bevete un bicchiere di prosecco
Siete a una festa di compleanno
E' il 25 dicembre

22) ( vestirsi - vestire - lavarsi - lavare - svegliarsi - svegliare)
Di solito (io)
alle 6.30,
, faccio colazione e ascolto un po' la radio.
Verso le 7.30
i bambini e li aiuto a
. In genere non
i piatti perche' non ho tempo: devo
e uscire.
Stamattina avevo la mattinata libera e così
alle 7.30 e
con tutta calma;
persino
i piatti!

23) Non riesco a trovare il dizionario d'inglese.
hai visto?

24)
dispiace, sono in ritardo!

25) Cerco le mie chiavi.
hai tu?

26) Domenica c'è un concerto di Pino Daniele a Torino.
vai?

27) Ho appena preparato una torta:
vuoi una fetta?

28) Che cosa farai la prossima estate? (Usa il futuro)

29) Non preoccuparti. Farò di certo
per aiutarti.

30)
studenti pensano di partire per l'Italia il mese prossimo.

31)
può venire a darmi una mano?

32) No, ti ringrazio, non ho bisogno di

33) Anna non sente il telefono perché
la doccia.

34) La scuola che sa farsi comunità non sarà più dimenticata. Di questo abbiamo bisogno: dalle elementari agli atenei

Ho un ricordo del primo anno di scuola media. Il mio professore si chiamava Murabito, era una brava persona, preparato, coscienzioso, ma non era popolare. Tutti noi invece correvamo a sentire le lezioni di un altro professore giovane e vivace che ci leggeva l'Eneide. Prima la spiegava, o meglio la rappresentava in italiano, poi recitava dei versi in latino e tutti lo ascoltavamo estasiati. Non era un semplice docente, era un attore, un maestro, un leader. E attorno lui si era formata una comunità affiatata ed entusiasta. Anche le esperienze che ho fatto in seguito mi hanno confermato che gli studenti imparano quando si sentono parte di una comunità in cui studiano cose a cui sono interessati, dove si aiutano reciprocamente, inventano, sperimentano, si divertono. E dove il maestro non è colui che sa tutto e pretende tutto, ma la guida che li stimola, li guida, li corregge, suscita il loro entusiasmo, come avveniva nella scuola di Platone, di Aristotele, di Epicuro, nella bottega rinascimentale del Verrocchio, nel gruppo di Enrico Fermi in Via Panisperna. Una atmosfera che ho sperimentato nei laboratori di psicologia a Milano, di sociologia a Parigi, a Chicago. In compenso però che tristezza, che senso di disagio provi in molti licei, in molti istituti tecnici, in molti corsi universitari dove studenti ed insegnanti non sono realmente interessati allo studio, non comunicano fra loro, attendono solo che la lezione finisca. Non vi percepisci l'avidità di sapere, il gusto di scoprire, la gioia di realizzare insieme una meta. Eppure tutto questo si può ottenere. Lo vedo oggi nell'accademia del Piccolo Teatro, della Scala, nel Centro Sperimentale di Cinematografia. E non dobbiamo pensare che questa comunità di docenti e di allievi si realizzi soltanto ai massimi livelli, nei laboratori più avanzati. No, si può ottenere dovunque, anche in una scuola elementare, in un corso di cucina, in un laboratorio di elettronica, in una scuola di danza, perfino in una palestra di pugilato. È di questo che abbiamo bisogno dappertutto, dalle elementari ai corsi universitari avanzati. Una scuola con un maestro, una comunità di sapere e di vita. Una scuola che gli allievi ricorderanno con piacere e orgoglio perché vi hanno plasmato la loro personalità, hanno imparato a lavorare insieme, a costruire insieme, ad affrontare insieme le difficoltà e a produrre cose belle, di cui essere fieri.

1) Il professor Morabito
2) Gli studenti imparano
3) Il maestro ideale
4) E' triste realizzare che
5) L'accademia del Piccolo Teatro e il Centro Sperimentale di Cinematografia sono due esempi di


PART 3 (ADVANCED)


35) Pronto, sono Paolo, posso parlare con Francesca? - Certo
passo subito.

36) Il cameriere ha bisogno del menù:
porti per favore?

37) Prego, signora Bianchi,
da questa parte.

38) Marco,
la TV tutto il giorno!

39) Lucia
comprare una macchina nuova ma non ha i soldi.

40) Se
regolarmente i giornali, capiresti che cosa sta succedendo.

41) Benché i miei genitori
ogni anno di voler fare le ferie altrove, alla fin fine tornano sempre a Riccione.

42) Penso che Luca Ronconi
un regista insuperabile.

43) Non ho accompagnato mio fratello alla stazione perché ero certa che
in tempo.

44) Penso che Lea
: aveva un appuntamento con Bruno a mezzogiorno.

45) Leggi la prima parte del racconto "Lo scialle andaluso" di E. Morante, e poi rispondi alle domande:

Fin da ragazzina, Giuditta, a causa del suo amore per il teatro e per la danza, si era messa contro tutti i parenti: in quella buona famiglia di commercianti siciliani, la professione di danzatrice (sia pure di danze serie, classiche) era considerata un crimine e un disonore. Ma Giuditta, nella lotta, si condusse da eroina: studiò la danza di nascosto, e a dispetto di tutti. E appena fu abbastanza cresciuta in età, lasciò Palermo, la famiglia, le amiche, e se ne andò a Roma, dove, pochi mesi dopo, già faceva parte del Corpo di Ballo dell’Opera.

Cosí, il Teatro, che era stato sempre il suo Paradiso, l’aveva accolta! Giuditta, nel suo entusiasmo, si diceva che questo era solo il primo passo: aveva sempre pensato di essere una grande artista, destinata alla gloria, e un suo giovane corteggiatore, un musicista del Nord Italia, conosciuto all’Opera, la incoraggiò in questa convinzione. Giuditta lo sposò. Egli era bello, e veniva stimato da tutti una promessa per l’arte; ma, purtroppo, tre anni dopo le nozze la lasciò vedova con due piccoli figli gemelli: Laura e Andrea.

Pure avversando la sua professione e il suo matrimonio, i parenti siciliani non le avevano rifiutato la dote. E con questo denaro, aggiunto agli scarsi guadagni di ballerina, la vedova poteva vivere alla meglio, insieme coi due gemelli. La sua carriera non aveva ancora fatto nessun progresso; ma, nell’intimità, Giuditta Campese si comportava da primadonna. La casa risplendeva dei suoi orgogli, talenti, magnificenze: e nelle poche stanze del suo appartamento, regnava la certezza che lei fosse una stella.

Però, si venne presto a scoprire che la sua passione per il teatro, già tanto contrastata dalla sua famiglia paterna, incontrava un nuovo avversario là dove Giuditta non se lo sarebbe certo aspettato. Difatti, il nuovo avversario era una persona nata e cresciuta fra gente di teatro; e chi respira naturalmente quest’aria fin da principio non dovrebbe ritrovarsi con certi pregiudizi provinciali. La persona di cui si parla era il figlio di Giuditta, Andrea.

Il figlio maschio di Giuditta, da bambino, era meno sviluppato della sua gemella nelle membra e nella statura, ma non meno grazioso di lei. Era bruno come lei e come sua madre, ma si distingueva da loro perché i suoi occhi (ereditati, sembra, da un’ava paterna) erano di un raro color celeste. Questi occhi celesti, di solito piuttosto rannuvolati, svelavano in pieno la loro natura luminosa soltanto quando guardavano Giuditta: bastava che Giuditta apparisse da lontano, perché gli occhi celesti accendessero tutta la loro bellezza festante. Però, fino dai suoi primissimi anni, prima ancora di aver imparato a parlare in modo comprensibile, Andrea manifestò chiaramente un odio smisurato per la professione di sua madre.

Fuori del suo lavoro, la vedova conduceva vita ritirata. E quando non aveva da recarsi in teatro, per lo piú passava le sue serate in casa, sola e tranquilla. In tali sere, Andrea (il quale, insieme con la sua gemella, si coricava ogni giorno prima del tramonto) si addormentava subito placidamente accanto a Laura, e dormiva tutto un sonno fino al mattino. Ma nelle serate di prove, o di spettacolo, mentre Laura, secondo il solito, dormiva come un angelo, il sospettoso Andrea perdeva la pace. Benché nessuno gliel’avesse detto, il suo cuore lo aveva avvertito misteriosamente che sua madre doveva uscire di casa. Allora, Andrea si addormentava con fatica, di un sonno capriccioso e incerto: per risvegliarsi di soprassalto, come al suono d’un campanello, nel momento stesso che Giuditta si ritirava nella propria camera per vestirsi. Sceso dal letto, a piedi nudi egli correva alla camera di sua madre; e simile a un povero pellegrino si fermava là, dietro quell’uscio chiuso, a piangere sommessamente.

1) Che cosa puoi dire sulla famiglia d'origine di Giuditta?

2) Come descriveresti il carattere di Giuditta?

3) Chi è Andrea? Descrivilo fisicamente.

4) Qual è la reazione di Andrea quando Giuditta deve uscire la sera per i suoi impegni a teatro?

5) In 5-10 frasi prova ad abbozzare uno sviluppo e una conclusione della storia.


Part 4 (YOUR DETAILS)



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CANCELLATION & REFUND POLICY

All cancellation requests must be received via email before the second class of the course. After the second class refund applications will be refused.

Where cancellations are received before the first class, the Dante Italian Language School in Vancouver will withhold an administrative fee equal to the 15% of total amount.

Where cancellations are received before the second class, the Dante Italian Language School in Vancouver will withhold an administrative fee equal to the 25% of total amount.

The Dante Italian Language School in Vancouver will process all refunds within five business days of receipt of both email and the bank account or card details.

 

DISCONTINUOUS ATTENDANCE

If a student, when registering, already knows that he/she is going to be missing more than the 50% of the course, he/she can pay the 50% of the total fee of the course before taxes. No other discount will be allowed. This arrangement must be taken before the first class. No arrangements, discounts or refunds will be allowed after the first class. Attendance will be monitored and the amount of classes agreed must be confirmed when registering.

 

DIPLOMA

Students will receive certificates of attendance upon completion of the 70% of the course (7 classes minimum out of a 10 or 11-class course).

 

DISCOUNTS

Associates of Dante Society of BC and members of the Italian Chamber of Commerce have a 5% discount on the courses registration fee. No discount will be applied on the purchase of textbooks.  Discounts are cumulative but no discount will be allowed over 15%.

 

TRIAL CLASSES

The Dante Italian Language School in Vancouver will allow trial lessons in the limit of max. 1 per student.

Methods of payment

All registration fees are payable:

  • by cheque (made out to the Italian Chamber of Commerce) sent at 703 – 889 W Pender St, Vancouver BC V6C 3B2, or
  • through credit card calling the Italian Chamber of Commerce at the +1(604) 682 1410

Registration Regulations

Students are required to pay the full course fee no later than two days before the first class.

The Dante Italian Language School in Vancouver reserves the right to discontinue or rearrange classes. A course may be cancelled if an insufficient number of students register. In this event, tuition fee payments will be returned.

All cancellation requests must be received via email before the second class of the course. Where cancellations are received before the first class, the Italian School of Language will withhold an administrative fee equal to the 15% of total amount.

Where cancellations are received before the second class, the Italian School of Language will withhold an administrative fee equal to the 25% of total amount.

After the second class refund applications will be refused.

The Dante Italian Language School in Vancouver will process all refunds within five business days of receipt of both email and the bank account or card details.

Students will receive certificates of attendance.