Italian Chamber of Commerce in Canada West | Esportare in Canada. L’intervista del direttore del CSIC Paolo Quattrocchi per «Formiche»
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24 Mar Esportare in Canada. L’intervista del direttore del CSIC Paolo Quattrocchi per «Formiche»

Moda, cibo, arte e cultura. Ma non solo: anche infrastrutture, energia e prodotti tecnologici. Sono questi i settori in cui le aziende italiane sono maggiormente apprezzate in Canada e che rappresentano una parte importante delle importazioni dall’Italia. Ne ha parlato il nostro direttore Paolo Quattrocchi intervistato da «Formiche».

L’import-export sull’asse Italia-Canada è stato reso ancora più solido e vantaggioso (per entrambe le parti) dal CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Europa e il Canada, che, malgrado la fredda accoglienza che ha avuto nel nostro Paese, ha giocato un ruolo importante per l’EU-Canada Strategic Partnership Agreement. Basti pensare che, in soli tre anni di esecuzione provvisoria, l’export dall’Italia è aumentato di 9,5 miliardi di dollari canadesi, registrando una crescita del + 5,2%.

Questo, almeno, fino al 2019 – prima della pandemia di Covid-19. Purtroppo, i primi dieci mesi del 2020 abbiamo assistito a un calo delle esportazioni dell’8% (decrescita comunque minore rispetto alle importazioni dal mondo, che si sono attestate intorno al -12%).

A fronte di questi numeri, c’è da scommettere che uno dei pilastri della ripresa sarà proprio l’incremento delle esportazioni, made in Italy in testa. Gli imprenditori italiani, pertanto, dovrebbero approfittare di questo momento di stasi per preparare il proprio ingresso nel mercato Canadese.

«Driver della ripresa sarà lo sviluppo sostenibile – afferma Paolo Quattrocchi  – e, per declinare gli obiettivi delineati a livello internazionale dall’Agenda ONU 2030, sarà necessario coinvolgere tutti i settori: edilizia, infrastrutture, fashion, design, intelligenza artificiale, telemedicina, digitalizzazione, tecnologie avanzate, agritech, energia, in particolare da fonti rinnovabili.»

Tema, quello della sostenibilità, molto caro al Centro Studio Italia-Canada che è partner di diversi working group nell’ambito di settori come edilizia, design e fashion sostenibile, intelligenza artificiale, agritech, energia, e prende parte a round-table che coinvolgono istituzioni italiane e canadesi, altri centri studi e partner con expertice in questi settori.

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